A Floorballmania, il guerriero, Alessandro CRISTINI.

Alessandro CRISTINI

Oggi torniamo a Roma e siamo nuovamente in casa Viking Roma e vogliamo presentarvi un giocatore, che personalmente apprezzo tantissimo, cuore, grinta, voglia di non mollare mai, testardo ma ponderato nello stesso tempo.

Un difensore atipico col vizio del gol da fuori area, lavora per la squadra mai fuori posto e nel campo la sua presenza la noti sempre. 

Se c'è da fare i leziosi, lui sta tranquillamente in panchina ma se c'è una battaglia da combattere, vorrei averlo al mio fianco. 

Dotato di una buona tecnica e di un fisico impostato, stiamo parlando di uno dei veterani del club romano, Alessandro CRISTINI.

1) Ciao Alessandro grazie per aver accettato la nostra intervista. Intanto come stai dopo questo periodo di quarantena? Spero tutto ok.

Ciao Dario, ciao Floorball Mania e tutti gli appassionati di Floorball. Sto bene, anche la mia famiglia. Sono stati mesi che ci hanno messo a dura prova, rimaniamo ancora in allerta senza abbassare la guardia nel rispetto dei sacrifici che tutti noi abbiamo fatto e soprattutto nel rispetto di chi ha perso la vita. 

Fisicamente sto bene, per fortuna in casa ho una palestra quindi non ho avuto problemi per prepararmi alla prossima stagione e per distrarmi un po’ dalle brutte notizie. 
 
2) Presentati ai nostri lettori, chi sei e cosa fai nella vita oltre ad essere un grande difensore di floorball?

Sono un classe '86, a breve spegnerò 34 candeline e nella vita lavoro in Leonardo nell'area Amministrazione Finanza e Controllo. Convivo con la mia ragazza e siamo in attesa di sposarci fra un anno dopo aver dovuto rinviare il matrimonio per la pandemia!
 
3) Quando nasce la tua passione per il floorball? Ci racconti il tuo primo giorno di floorball? Chi ti ha fatto scoprire questo sport? Hai sempre giocato in difesa? 

Inizio a giocare a floorball nel 2001 grazie ai miei ex compagni di scuole medie Jacopo Fazzi e Marco Piccoli, che mi consigliarono di andare a provare questo sport praticato nel loro liceo grazie al lungimirante Prof. Perini e la diffusione fatta dai primi grandi giocatori del Viking Roma. Se penso al mio primo allenamento mi rendo conto di quanto sono cambiati i tempi. 

Passammo tutto l'allenamento, ed anche i successivi, solo sui fondamentali, controllo pallina e passaggi. Facemmo anche una partitella con le porte piccole e feci 3 goal, perciò mi chiesero di unirmi a loro e di giocare in attacco.

 Di lì a poco si unirono anche giocatori storici come Vito Adragna e Fabio Rocco e fondammo il Rome South Star in cui giocammo il Campo Piccolo prima di passare in Viking Roma nella stagione 2003/2004. Giocai in attacco fino al 2007, l'anno del primo scudetto, poi mi presi un periodo di pausa di oltre un anno poichè non mi trovavo bene con alcune scelte della società, quando tornai avevo bisogno di riprendere il ritmo e mi misi in difesa finendo con innamorarmi del ruolo.



 
4) Giochi in Viking Roma da molti anni, com'è andata l'ultima stagione? Cosa ti aspetti dalla prossima? Che obiettivi hai?

L'ultima stagione stava andando bene, dopo lo Scudetto abbiamo deciso di rinnovarci molto sul piano del gioco e i risultati stavano arrivando. Probabilmente era la formazione Viking più forte in cui abbia mai giocato, nessun individualismo, tanti bei giocatori, molto rispetto dentro e fuori dal campo.

 Non so come sarebbe potuto andare a finire, i due anni precedenti avevano visto trionfare 2 squadre, Milano e noi, che non erano per nulla le più forti, quindi era tutto aperto. Stesso discorso vale per il prossimo anno, sarà un anno particolare, probabilmente con la metà delle partite da disputare quindi purtroppo influenzerà molto il calendario.

 Non penso finiremo la regular season nelle prime due posizioni, tornare dalla trasferta in Alto Adige con 6 punti è sempre più difficile. Stiamo a vedere, i playoff poi sono sempre un'altra storia, non a caso il Viking Roma storicamente non ha mai vinto quando aveva i favori del pronostico. L'obiettivo è sempre uno, lo Scudetto. 
 
5) Sei un giocatore con molti anni d'esperienza sulle spalle, cos'è cambiato, nel metodo di approccio al floorball e di allenamento da quando hai cominciato tu ad oggi?

Come dicevo precedentemente sono tempi molto diversi, prima si iniziava anche in età un po’ più avanzata, io ho iniziato a 15 anni per esempio.

 Il Campionato era meno tecnico, si lavorava in maniera diversa, ma sempre giusta per quel periodo storico, probabilmente si dava più importanza ai fondamentali e al lato tecnico, piuttosto che tattica.

 Adesso è molto diverso, chi arriva a giocare in prima squadra, per esempio da noi, deve già saper giocare a floorball. Dal primo all'ultimo allenamento in stagione bisogna tenere il ritmo con alta intensità, non c'è tempo per aspettare qualcuno perchè significherebbe scendere di qualità nell'allenamento. Per fortuna sono anche tempi diversi, ci sono le giovanili che fanno un ottimo lavoro e la maggior parte dei ragazzi arrivano preparati, poi ovviamente inizia l'esperienza del campo di gioco.

Un'altra cosa che mi piace molto, che tra l'altro mi ha dato altra linfa vitale per continuare a giocare ad alti livelli anche dopo i 30 anni, è la preparazione atletica. In Viking abbiamo la fortuna di avere tanti ragazzi che se ne intendono, in particolare abbiamo la supervisione di Nicolò Zanella che ci segue di continuo, il lavoro che fa per noi è pazzesco. Molto spesso capisco di aver vinto una partita già dal riscaldamento, alcune squadre non lo sfruttano bene e ne pagano le conseguenze in partita. 
 
6) Ogni giocatore ha un suo mito da imitare e seguire, chi è stato per te l'esempio da seguire?

Non ho mai avuto un mito in particolare dal punto di vista del gioco, ma mi sarebbe sempre piaciuto un giorno diventare un uomo spogliatoio come il grande Roger Bergonzoli, cecchino storico del Viking. Penso di esserci riuscito.


 
7) Hai vissuto il titolo Viking Roma e l'hai anche giocato da protagonista, che ricordi hai della cavalcata vincente? Qual è stata secondo te la partita della svolta?

È stato un anno magico, pieno di emozioni. L'anno precedente avevamo concluso la regular season con record su record sia in attacco che in difesa, ma alla fine non ce l'abbiamo fatta, c'era la favola di Milano da scrivere.

 Quella sconfitta gettò le basi per la nostra impresa. Si trattò di impresa proprio perchè in estate avevamo ricevuto alcune brutte notizie, alcuni giocatori importanti cambiarono aria, cambiammo allenatore (passammo a team coaching) e soprattutto il nostro portiere Abbruciati ci comunicò che sarebbe mancato per molti mesi.

 Non ci demoralizzammo e davanti ad una birra pianificammo tutta la stagione, lanciammo anche Sabina Sodaro in porta che fece una stagione pazzesca. La partita della svolta fu già la prima di campionato dove vincemmo contro L'Aquila e capimmo che nulla era perduto ce la potevamo fare se eravamo un gruppo unito. La conferma arrivò nella seconda giornata, trasferta in Alto Adige, dove strappammo un pari contro Sterzing.

 Il resto è storia, uno Scudetto meritato e sudato. Non smetterò mai di ringraziare tutti dal primo all'ultimo, in particolare il terzo e quarto portiere che, anche se non hanno mai giocato in Campionato, ci hanno sempre permesso di allenarci su due porte per tutto l'anno.
 
8) In squadra con te hai un giocatore esperto come Daniele D'ANNA, che tipo è? Cosa pensi di lui?

Daniele è il mio Capitano, un fratello soprattutto. Oltre la metà della mia vita l'ho passata con lui. È un Viking di inestimabile valore, sia in campo che fuori. Mai una parola fuori posto, sempre il primo a metterci la faccia per il bene di tutti.

 Grande spirito di sacrificio, gran parte dei nostri successi li dobbiamo al suo sudore degli anni precedenti. È anche la mia motivazione, spero anche io per lui, non posso assolutamente ritirarmi prima io!
 
9) Quali sono i più forti Giocatori contro cui hai giocato? Se potessi sceglierne 3 chi porteresti nella tua squadra di club?

Ho giocato contro tantissimi giocatori forti, sia in allenamento che in campo. Mi piace spesso ricordare i ragazzi Aquilani come Andrea Iezzi, Arnaldo Fischione, Placidi, Agrusti, perchè anche loro iniziarono quando iniziai io con Rome South Star perciò me li ricordo benissimo sbarbati e affamati.

Nella mia squadra, tra i giocatori ancora in attività, prenderei Patrik Gostner di Diamante che mi piace tantissimo, prenderei Elia Marinello di Serenissima/Milano perchè mi sembra un ottimo compagno di squadra soprattutto disponibile e corretto oltre che bravo, infine prenderei Matteo Andreassi di Ciampino che reputo un attaccante formidabile, un vero cecchino.
 


10) Quali sono le persone che stimo di più nel floorball? E perché?

Non mi piace fare nomi, potrei dirti diverse persone del mondo laziale perchè ci ho a che fare spesso, ma toglierei meriti a tutti coloro che si impegnano nelle altre parti d'Italia, soprattutto chi non ha nemmeno un nome e cognome conosciuto, ma ha una piccola realtà di floorball.

 Facciamo che stimo tutti, dal bambino che prende in mano la stecca e se ne innamora fino a chi non prende proprio la stecca in mano e supporta il floorball dall'esterno, come un tifoso o un redattore di una testata giornalistica. 

A proposito in bocca al lupo a voi di Floorball Mania.
 
Grazie Alessandro sei stato molto gentile. Floorballmaniatv ti augura tantissima fortuna, siamo onorati e felici di averti intervistato.

Commenti

  1. Una bandiera silenziosa. Grande Ale 🔥

    RispondiElimina
  2. Lo so ed è uno dei motivi per cui lo rispetto moltissimo

    RispondiElimina

Posta un commento